Luca Rasponi

Giornalista e addetto stampa, scrivo per lavoro e per passione.

Spider-Man e Thor, 50 anni per due

17 agosto 2012

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Cos’hanno in comune un ragazzo newyorkese e una divinità norrena? All’apparenza nulla, in realtà molte cose. A cominciare dalla data di nascita: Spider-Man e Thor, infatti, hanno fatto capolino per la prima volta nelle edicole degli Stati Uniti nell’agosto del 1962. Ciò significa che questo mese compiono entrambi 50 anni!

Altri elementi comuni: tutti e due i supereroi sono in forza alla casa editrice Marvel e hanno fatto parte della squadra dei Vendicatori, senza contare che nascono entrambi dalla feconda mente di Stan Lee. Ma qui finiscono le similitudini, perché per tanti altri aspetti Spider-Man e Thor rappresentano due figure di eroe agli antipodi.

La storia di Peter Parker è nota. Orfano di entrambi i genitori, il ragazzo vive con gli zii Ben e May e frequenta le scuole superiori, dove non gode di una reputazione memorabile. Tutto cambia il giorno in cui viene morso da un ragno mentre assiste a un esperimento scientifico sulla radioattività: contaminato dalle radiazioni, l’animale trasmette a Peter molte delle sue caratteristiche naturali, che per un essere umano sono super poteri. Il ragazzo ha ora forza e velocità straordinarie, riesce ad aggrapparsi ai muri a mani nude e sperimenta i presentimenti di un misterioso “senso di ragno” che lo avverte delle minacce incombenti. Messo a punto l’indispensabile costume rosso e blu, grazie al suo geniale talento Peter fabbrica due congegni da polso che sparano una “ragnatela” resistente e appiccicosa con cui saltare agevolmente tra i palazzi.

Nasce così l’Uomo Ragno, creato da Stan Lee e Steve Ditko per il numero 15 di Amazing fantasy. Spider-Man è il più illustre rappresentante della categoria marvelliana dei “supereroi con super problemi” che rivoluziona il mondo dei comics americani nei primi anni ’60, contrapponendosi a eroi più blasonati ma privati di spessore da dieci anni di Comics Code Authority. Fin dall’inizio del suo percorso di eroe, Peter deve affrontare una serie infinita di problemi. Durante la sua prima avventura l’amato zio Ben muore, ucciso da un rapinatore che lo stesso Peter avrebbe potuto catturare pochi giorni prima. Memorabile poi la massima con cui si chiude la storia: «Da un grande potere derivano grandi responsabilità» (una frase in seguito attribuita allo stesso zio Ben).

E questo è solo il primo di tanti grattacapi per il giovane Spider-Man, dalle difficili relazioni con le ragazze al lavoro come fotografo al Daily Bugle (dove il direttore J. Jonah Jameson è un convinto detrattore dell’Uomo Ragno), dalla sfida di nemici sempre più agguerriti al rapporto problematico con l’identità segreta che gli sta rubando la vita. L’immagine del costume gettato da Peter nel bidone dell’immondizia (The Amazing Spider-Man 50, luglio 1967) è l’emblema di quanto essere un eroe nella nuova era Marvel non sia affatto un divertimento come lo era stato per molti aspetti nel decennio precedente.

Nonostante tutto, però, Spider-Man non è affatto un eroe serioso. Tutt’altro: è sua abitudine sommergere di battute i nemici durante gli scontri, soprannomina sé stesso “amichevole Uomo Ragno di quartiere”, combatte con l’arma della presa in giro l’ostilità di Jameson e di quelli come lui che non sanno riconoscere le buone intenzioni dell’eroe. Le responsabilità e i pericoli, sembra dirci Peter Parker, si affrontano meglio con il sorriso sulle labbra e una buona dose di ironia.

Ironia che, invece, non è di casa ad Asgard. Thor è un dio, e come tale si comporta: è altero e nobile, ha il temperamento di un guerriero nordico che non si risparmia sul campo di battaglia. Se molte delle preoccupazioni dell’Uomo Ragno riguardano la vita quotidiana, il dio del tuono ragiona invece per assoluti, portando avanti la sua lotta contro il male con poca o nessuna attenzione alle piccole cose della vita umana. Per questo, suo padre Odino – re di tutti gli dèi per la mitologia norrena – lo spedisce sulla Terra a imparare l’umiltà. Nei panni del medico Donald Blake, Thor conosce da vicino la fragilità degli esseri umani e le difficoltà della loro esistenza, diventando ben presto un paladino della giustizia grazie ai formidabili poteri di cui è dotato.

Gli avversari di Thor sono esseri dai poteri incommensurabili, come il suo fratellastro Loki (dio dell’inganno). Per affrontarli, il figlio di Odino è dotato di alcuni oggetti straordinari, tra cui spicca il martello Mjöllnir. Questo leggendario artefatto può essere sollevato da terra solo da Thor stesso, il quale lo tiene legato al polso e lo lancia in aria per volare, trascinato dalla sua forza. Se scagliato, inoltre, Mjöllnir torna sempre nelle mani del suo proprietario.

Nella sua epopea fumettistica, cominciata con il numero 83 di Journey into mystery (soggetto di Stan Lee, sceneggiatura di Larry Lieber e disegni di Jack Kirby), la figura di Thor si è distaccata notevolmente dalla fonte d’ispirazione originale. Un recupero delle origini mitologiche del personaggio è stato recentemente messo in atto dallo sceneggiatore Robert Rodi con le due miniserie Loki (2004, disegni di Esad Ribic) e Thor: Per Asgard (2010, disegni di Simone Bianchi), oltre che dal regista Kenneth Branagh con il recente adattamento cinematografico dedicato al dio del tuono (2011).

A proposito di nuove pellicole hollywoodiane, anche l’Uomo Ragno è protagonista di un film da poco uscito nelle sale. Si tratta del 3D The Amazing Spider-Man (2012) di Marc Webb, un riavvio rispetto alla precedente trilogia firmata Sam Raimi (2002-07) che aveva sbancato i botteghini di tutto il mondo. Un film di cui forse non molti sentivano la necessità appena cinque anni dopo la conclusione della saga con protagonista Tobey Maguire, visto soprattutto che la nuova pellicola – con Andrew Garfield nel ruolo di Spidey – si rifà come le precedenti all’universo Ultimate dei fumetti Marvel per gran parte dei suoi contenuti.

Il successo ottenuto al box office anche da quest’ultimo film, in ogni caso, dimostra quanto Spider-Man rimanga uno dei personaggi più amati dal pubblico dopo cinquant’anni di vita editoriale. Lo stesso si può dire di Thor, che certamente non vanta il seguito dell’Uomo Ragno ma come lui ha tratto grande giovamento dalla definitiva conquista di Hollywood da parte dei supereroi. Lunga vita a Thor e Spider-Man, dunque: altri cinquanta di questi anni!

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