Luca Rasponi

Giornalista e addetto stampa, scrivo per lavoro e per passione.

Gea e Nathan Never: fumetti contro le mafie

24 marzo 2016

Pubblicato su

Fumetti contro le mafie: Mafie in Emilia-Romagna illustrate ai ragazzi e Nathan Never 297«La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, che coinvolga tutti». Con queste parole Paolo Borsellino diceva addio a Giovanni Falcone, ricordando la complessità della battaglia alla criminalità organizzata.

Una battaglia culturale alla quale il fumetto ha contribuito a più riprese negli ultimi anni. A cominciare da BeccoGiallo, che tra il 2009 e il 2012 ha dato alle stampe tre graphic novel fondamentali sull’argomento: Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’agenda rossa, entrambi di Giacomo Bendotti.

Una sfida che ha coinvolto, tra gli altri, anche Bao Publishing con il recente Brancaccio. Storie di mafia quotidiana di Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi, ed Einaudi, che nel 2011 ha pubblicato Un fatto umano. Storia del pool antimafia, sorta di Maus italiano firmato da Manfredi Giffone, Fabrizio Longo e Alessandro Parodi.

Fumetti contro le mafie: Peppino Impastato, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Brancaccio e Un fatto umano

Agli editori specializzati e ai grandi nomi del libro italiano si affiancano le piccole produzioni indipendenti: è il caso del volumetto Mafie in Emilia-Romagna illustrate ai ragazzi, uscito a gennaio 2016 come adattamento a fumetti del dossier Emilia-Romagna cose nostre.

Gruppo Antimafia Pio La Torre, Ad Est e Gruppo dello Zuccherificio hanno scelto la strada più diretta per rendere i contenuti non semplici del loro dossier accessibili anche ai più giovani, accogliendo la proposta della disegnatrice Gea (Georgia Vecchione) di realizzarne un adattamento a fumetti. Il risultato è un racconto per immagini con uno stile immediato, riconducibile al manga ma anche piuttosto originale nella scelta di raffigurare i protagonsti con fattezze animali.

In sette pagine il fumetto riassume i fondamenti dell’agire mafioso e i numeri più rilevanti relativi alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna: 11 organizzazioni attive e 355 beni confiscati, Bologna al quarto posto in Italia per numero di estorsioni e la Regione al quinto per riciclaggio di denaro sporco.

Fumetti contro le mafie: Mafie in Emilia-Romagna illustrate ai ragazziIl volume, destinato ai ragazzi delle medie e del primo biennio superiore, è stato distribuito in circa 3mila copie a metà gennaio in tutta la Regione. Le scuole e tutti i lettori interessati, in ogni caso, possono ottenerlo grauitamente scaricando il formato digitale o richiedendone copia cartacea alla mail adest1@libero.it.

Nei giorni del processo Aemilia e delle commemorazioni di Libera in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la scelta di dare alle stampe il volume e diffonderlo nelle scuole suona ancor più strategica. E se Mafie in Emilia-Romagna è un’autoproduzione dal basso, anche il principale editore italiano di fumetti non resta immobile su questi temi.

Perché dell’esercito antimafia è entrato a far parte anche il più futuribile eroe Bonelli: Nathan Never, che nell’albo La lunga marcia (numero 297, febbraio 2016) ha vissuto un’avventura inconsueta e toccante, rievocando la storia della lotta italiana alla criminalità organizzata da un insolito punto di vista fantascientifico.

Fumetti contro le mafie: una vignetta da Nathan Never 297Lo sceneggiatore esordiente Thomas Pistoia, con i disegni da Emanuele Boccanfuso, ha portato l’Agente Speciale Alfa nel quadrante meridionale della vecchia Europa, con il compito di fare da scorta a un giudice minacciato di morte dalla mafia, quella che lui stesso definisce «l’unica e sola, quella vera… la prima».

Se il richiamo geografico e la suggestione narrativa non fossero sufficienti a capire di cosa stiamo parlando, la seconda scena del fumetto cancella ogni dubbio, offrendo una replica ad alta tecnologia dell’attentato di Capaci. A farne le spese è il giudice Kenneth, immediatamente identificabile in Giovanni Falcone.

L’uomo che Nathan Never è incaricato di proteggere, che verrebbe naturale ricondurre a Paolo Borsellino, ha invece le sembianze di Nino Di Matteo, magistrato italiano attualmente impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata che lo sceneggiatore ci ricorda esplicitamente battezzando il suo protagonista giudice Matthew.

Fumetti contro le mafie: La lunga marcia, Nathan Never 297Con l’assassinio di Kenneth inizia per Matthew una drammatica vicenda fianco a fianco con gli uomini della scorta, ritratti con grande umanità e attenzione. Nel frattempo, a Nathan Never tocca il difficile tentativo di capire una società corrotta nelle sue fondamenta, una politica inquinata e una popolazione indifferente.

E nonostante le premesse alquanto pessimistiche alla base della storia – nel futuro dell’Agente Alfa, due secoli dopo la nostra epoca, nulla sembra cambiato in fatto di mafia – il finale regala un epilogo sorprendente, con la lunga marcia del titolo che consente al giudice Matthew di portare al sicuro in tribunale la testimonianza registrata dell’informatore Frank Di Salvo (alias Tommaso Buscetta).

Scrivere un nuovo finale, quindi, è possibile. Lo suggerisce La lunga marcia, lo ricordano le parole di Giovanni Falcone: «Certo dovremo ancora per lungo tempo confrontarci con la criminalità organizzata di stampo mafioso. Per lungo tempo, non per l’eternità: perché la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine».

 

Leggi l’articolo originale su Discorsivo.

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